Google nel mirino dell'antitrust europeo
Google nel mirino dell'antitrust europeo

La Commissione europea ha deciso di aprire due procedure formali contro il colosso americano per abuso di posizione dominante. Sotto la lente dell'indagine anche il sistema operativo Android

Scritto da: Redazione Data: 16 aprile 2015
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La Commissione europea ha avviato due procedure legali contro Google, trasmettendo una lettera di accuse formali sull'abuso di posizione dominante nel mercato nel della pubblicità su internet e delle ricerche online, aprendo nel contempo un'indagine sulla possibile violazione delle regole antitrust Ue da parte del sistema operativo di Google per smartphones, Android
 
Margrethe Vestager, la Commissaria europea responsabile della politica di Concorrenza, ha così motivato le accuse presentate ufficialmente al colosso del Web: "Nel caso di Google sono preoccupata del fatto che la società abbia dato un vantaggio sleale al proprio servizio di comparazione prezzi per lo shopping online, in violazione delle norme antitrust comunitarie. Google ha ora l'opportunità di convincere la commissione del contrario. Tuttavia, se l'inchiesta confermerà le nostre preoccupazioni, Google dovrà affrontare le conseguenze legali e cambiare il modo in cui svolge la propria attività in Europa".
 
"L'obiettivo della commissione - ha aggiunto la commissaria - è applicare le norme antitrust dell'Unione europea al fine di garantire che le imprese che operano in Europa, ovunque siano basate, non neghino artificialmente ai consumatori europei la più ampia scelta possibile o soffochino l'innovazione".
 
Google: gli uffici di Dublino
 
Google: gli uffici di Dublino
 
Stando a quanto ha concluso l'indagine preliminare della Commissione iniziata nel novembre 2010, Google incoraggia in modo sistematico il proprio prodotto per gli acquisti comparativi (attualmente denominato "Google Shopping") nelle sue pagine che mostrano i risultati delle ricerche effettuate, posizionando in prima posizione  "Google Shopping". Il colosso di Mountain View è cos' in grado di veicolare il flusso da servizi di acquisto comparativo concorrenti, impedendo loro di misurarsi con la concorrenza dei mercati. La commissione sostiene che non sia sempre possibile per l'utenza ottenere i risultati più rilevanti delle ricerche. A titolo preliminare, la commissione sostiene che Google debba uniformare il trattamento offerto ai propri sistemi di acquisto e comparazione prezzi con quelli dei concorrenti.
 
L'altra indagine formale si focalizza sulla "condotta" di Google nel suo sistema operativo Android, e "cercherà di verificare se l'azienda ha stretto accordi anticoncorrenziali o abusato della sua posizione dominante nel campo dei sistemi operativi, applicazioni e servizi per smartphone". 
 
La risposta di Google non si è fatta attendere. Sul blog ufficiale ha replicato alle accuse dell'Antitrust Ue: "Google potrà essere il motore di ricerca online più usato - scrive Amit Singhal, senior vice president di Google Search -, ma le persone oggi possono avere accesso alle informazioni in molti modi diversi e le accuse di danni, per consumatori e concorrenti, si sono dimostrate fuori luogo". Google chiarisce che gli utenti hanno enorme possibilità di scelta. "Compagnie come Axel Springer, Expedia, TripAdvisor, and Yelp - sottolinea Singhal - "hanno sostenuto che la pratica di Google di includere nelle ricerche i nostri risultati specializzati (Flight Search, Maps e risultati locali) abbia significativamente danneggiato il loro business. Ma il loro traffico, i loro ricavi e i loro profitti dicono qualcosa di molto diverso". Quanto allo shopping, sottolinea Google, "c'è un'enorme competizione", ad esempio con Amazon ed eBay, "due dei maggiori siti di e-commerce al mondo". 
 
Google ha commentato anche l'indagine formale relativa al sistema operativo Android attraverso un post firmato da Hiroshi Lockheimer, vice presidente of Engineering di Android. "Non solo Google ha ottenuto benefici dal successo di Android - spiega -. Il modello Android ha permesso ai produttori di competere con le proprie innovazioni. Gli sviluppatori possono raggiungere un pubblico maggiore e costruire business solidi. E i consumatori ora hanno una scelta senza precedenti e a prezzi quanto mai contenuti. Non vediamo l'ora di discutere di questi aspetti più nel dettaglio con la Commissione europea nei prossimi mesi".

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Cosa rischia Google? "Tutte le strade sono aperte, compresa quella che porta alla multa - ha precisato la Commissaria Vestager - Per rimediare, Google dovrebbe trattare i suoi servizi di confronto 'shopping' allo stesso modo di quelli dei suoi rivali, non vogliamo interferire con il design o altre scelte, ma vogliamo che i consumatori siano certi di vedere i migliori risultati sullo 'shopping' e non solo quelli di Google se non sono i più rilevanti".
 
Anche il Presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, ha espresso la propria soddisfazione commentando su Twitter la decisione della Commissione di avviare due indagini formali contro Big G: "Sono felice che la Commissione continui a prendere il caso Google per le corna. Sì a una azienda prospera, ma anche sì alla trasparenza, contro ogni abuso da posizione dominante".
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