Diritto all'oblio, ora tocca a Microsoft e Yahoo
Diritto all'oblio, ora tocca a Microsoft e Yahoo

Le aziende hanno iniziato a processare, su richiesta dei cittadini europei, i link dai risultati dei motori di ricerca come previsto dalla sentenza della Corte di Giustizia Ue

Scritto da: Redazione Data: 2 dicembre 2014
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Il diritto all'oblio non è solo una prerogativa di Google. Come si ricorderà, a seguito di una sentenza della Corte di Giustizia Europea dello scorso maggio, il motore di ricerca aveva avviato un servizio per la cancellazione dei link che indirizzano a risultati di ricerca ritenuti inopportuni dagli utenti interessati. 

La Corte europea ha stabilito inviolabile il diritto dei cittadini a vedere rimossi dal web le informazioni loro riguardanti ritenute superate o inesatte. Le persone interessate, in presenza di determinate condizioni, possono inoltrare direttamente al gestore del motore di ricerca la cancellazione di link dall'elenco di risultati. Fino ad oggi, Google ha rimosso 208mila link dai risultati del suo motore di ricerca, contro 602mila richieste. Il colosso di Mountain View ha respinto 294mila cancellazioni e deve ancora esprimersi su circa 100mila richieste.

Dopo Google, quindi, anche Microsoft e Yahoo hanno iniziano a eliminare, su richiesta dei cittadini europei, i link dai risultati dei motori di ricerca come previsto dalla sentenza. Le due aziende hanno fatto sapere di aver preso in esame le richieste ricevute e di aver avviato una attenta analisi con lo scopo di dare un giusto equilibrio sia al diritto di privacy sia a quello del pubblico ad accedere all'informazione. 

Per la verità, Micosoft, per il suo motore di ricerca Bing, già dalla scorsa estate si era attivata per adeguarsi alla normativa europea. "Stiamo ancora affinando questo processo, il nostro obiettivo è trovare un equilibrio soddisfacente tra l'interesse individuale alla privacy e l'interesse pubblico nella libera espressione", fanno sapere ora i responsabili dell'azienda di Redmond. (Segue in basso)

Segue in basso  ▼

Già, trovare il giusto equilibrio tra diritto a farsi dimenticare con quello dell'informazione. Perchè il problema è proprio questo. Giudicare quale informazione va rimossa e quale va invece mantenuta è una questione complessa, priva di facili e immediate risposte. Non è azzardata l'ipotesi che venga richiesta la deindicizzazione, da qualche potente di turno, per far cadere nell'oblio nefandezze che lo riguardano. Non vorremmo che venissero realizzati ad arte degli immensi buchi neri nella memoria, da riempire, magari, con le verità artefatte del momento.

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