Il Wi-Fi è pericoloso?

Il wireless appartiene alla categoria di tecnologie che contribuiscono all'inquinamento elettromagnetico. Per molti potrebbe addirittura costituire un serio pericolo per la salute dell'essere umano.

Scritto da: Redazione
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Il wireless appartiene alla categoria di tecnologie che contribuiscono all'inquinamento elettromagnetico. Per molti potrebbe addirittura costituire un serio pericolo per la salute dell'essere umano.





L'elettrosmog è un fenomeno che va esaminato con attenzione e, valutato differentemente in base al dispositivo tecnologico che puo' alimentarlo.
Sotto accusa, dopo i telefonini, è ora anche lo standard di comunicazione per reti senza fili IEEE 802.11, il quele viene considerato pericoloso per il campo elettromagnetico che produce.
In molti Paesi tra cui anche l'Italia, si è scatenata una lotta contro il Wi-Fi per via di servizi televisivi che ne denunciavano la pericolosità. Il fenomeno oltre ad essere stato strumentalizzato dalla TV con la conseguenza di creare forti allarmismi, è stato preso di mira anche dal web, che diffondeva notizie sconvolgenti senza alcuna base reale.
I servizi televisivi trasmessi da noti reti televisive statunitensi lasciavano intendere che la maggior parte del mondo scientifico fosse propenso a considerare che l'esposizione al campo elettromagnetico prodotto dalle reti wireless favorisca l'insorgere di gravi malattie negli esseri umani.
Recentemente anche il noto programma Report di Rai tre ha gettato benzina sul fuoco proponendo un servizio che denunciava la pericolosità del wi-fi per l'uomo lanciando il messaggio: "atteznione, il wi-fi a male!".
Si sono così diffusi in Italia una serie di inviti a non utilizzare questo standard di comunicazione nei luoghi pubblici e, soprattutto nelle scuole.
Negli USA e in Francia in seguito a delle proteste da parte dei docenti e dei genitori degli alunni sono stati numerosi impianti wi-fi installati nelle scuole e anche in biblioteche.
A questo punto occorre capire se questa tecnologia è davvero pericolosa oppure se l'allarme Wi-Fi è frutto di una campagna di scorretta comunicazione da parte dei media e di ignoranza riguardo i fenomeni fisici che realmente caratterizzano questo standard di comunicazione.

Il Wi-Fi e i campi elettromagnetici

I dati trasmessi dal Wi-Fi e dagli altri sistemi WLAN viaggiano nell'aria attraverso onde elettromagnetiche che provocano la variazione del campo elettrico e del campo magnetico nell'area circostante.
A seconda del valore della frequenza, i campi elettromagnetici possono essere suddivisi in tre tipologie:
1) le frequenze basse comprese tra 0 e 100KHz
2) le frequenze medie comprese tra i 100 KHz e 10 MHz
3) le frequenze alte oltre i 10 MHz.
La distinzione non è fatta solo in base al valore della frequenza ma anche tenendo conto delle caratteristiche fisiche di ogni banda e degli effetti che questi fenomeni fisici possono determinare.
Le frequenze più dannose per l'uomo, sono quelle appartenenti al primo gruppo, in quanto quando un individuo viene a contatto con un campo elettromagnetico a bassa frequenza, si genera un'interazione che puo' determinare alterazioni all'interno dell'organismo. Questo effetto puo' essere indifferente se il sistema di autodifesa dell'organismo è in grado di ripristinare lo stato precedente alle alterazioni.
Questa interazione non avviene nei campi elettromagnetici ad alta frequenza che causano invece, il surriscaldamento dei tessuti biologici.
Il campo elettromagnetico prodotto dalla rete Wi-Fi rientra nel gruppo dei campi elettromagnetici ad alta frequenza e, proprio per questo, è da considerarsi innoquo.
Attualmente, gli studi dell' Organizzazione Mondiale della Sanità escludono che il Wi-Fi possa nuocere alla salute.
Il fatto che la frequenza di lavoro del Wi-Fi sia pari a quella del microonde, ha destato molta preoccupazione; è fondamentale sapere, però, che la potenza del segnale emesso dalle reti wireless è straordinariamente inferiore, e che il wi-fi, così come ogni altro dispositivo elettronico, deve rispettare dei limiti massimi per quanto riguarda l'emissione delle onde elettromagnetica previsti dalle normative che tutelano la salute per l'uomo e per l'ambiente.
Queste regole sono fatte sulla base di un principio di precauzione, in quanto mancano informazioni che escludono con assoluta certezza l'assenza di qualsiasi rischio per l'individuo.
Il campo elettromagnetico emesso dal Wi-Fi è oggetto di attenzione di numerosi studiosi e ricercatori, i singoli studi non sono in grado di dimostrare la pericolosità del fenomeno in quento questo puo' essere accertato solo da un numero elevato di indagini indipendenti che avvalorino tale ipotesi.

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La stessa Agenzia per la ricerca sul cancro non manca mai di sottolineare che le conclusioni degli studi che denunciano i gravi rischi in seguito all'esposizione ai campi elettromagnetici, debbano essere interpretate con assoluta cautela, in attesa che si ottenga un livello significativo di informazioni per quanto riguarda la materia.
Quello che non è stato ancora dimostrato è se l'esposizione prolungata ai campi elettromagnetici di intensità inferiore ai limiti di sicurezza, possa causare conseguenze nocive per la salute umana.
Una ricerca effettuata dall' OMS afferma che le esposizioni ai campi a radiofrequenza prodotti da stazioni radio e altre tecnologie wireless in aree accessibili al pubblico, sono normalmente migliaia di volte inferiori ai limiti internazionali.
Ciò che sicuramente rassicura, è che il corpo umano assorbe da oltre 50 anni la quantità di radiazioni emesse da stazioni televisive e radiofoniche (5 volte superiori a quella derivata da reti Wi-Fi e telefoniche) senza prove di conseguenze dannose per l'organismo.
Secondi il British Health Protection Authority, l'ente britannico sulla tutela della salute, la tecnologia Wi-Fi non comporta alcun pericolo significativo in quanto il dosaggio di radiazioni è decisamente inferiore a quello proveniente dall'uso del cellulare; si pensi che l'assorbimento di radiazioni per la durata di un anno in un'area servita da una rete wireless, è paragonabile complessivamente ad una telefonata di 20 minuti effettuata tramite cellulare.
Il motivo risiede nella potenza dei rispettivi campi elettromagnetici: il Wi-Fi genera 1,7 V/m contro i 6V/m di un cellulare UMTS.
La conseguenza di questa affermazione è che lo standard 802.11 inquina meno del cellulare ed è per questo meno nocivo.
Inoltre il campo elettromagnetico generato dal Wi-Fi si riduce man mano che si ci si allontana dalla sorgente e viene indebolito dalla presenza di muri e pareti..il wireless non risulta essere certo la tecnologia più pericolosa.
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